Gli appassionati di calcio elvetici si sono tolti diverse soddisfazioni nel corso degli ultimi anni. Tra il 1934 e il 1966 la Svizzera ha partecipato sei volte alla Coppa del Mondo FIFA, ma è soltanto in tempi più recenti che la squadra ha raggiunto la propria dimensione internazionale. uefa.com passa in rassegna i momenti, gli uomini e le partite che hanno fatto la storia del calcio elvetico.

Le leggende elvetiche
Roy Hodgson avrà sempre un posto speciale nei cuori dei tifosi svizzeri, per aver riportato la nazionale in Coppa del Mondo dopo 28 anni di assenza, nel 1994. Accanto a lui è impossibile non citare il bomber Stéphane Chapuisat, decisivo per l’approdo della Svizzera alla fase a eliminazione diretta del Mondiale statunitense e vincitore della UEFA Champions League con il BV Borussia Dortmund nel 1997. Chapuisat ha deciso di lasciare la nazionale dopo aver collezionato 103 presenze e 21 gol, 14 in meno di Alexander Frei. Ha superato il record di Kubilay Türkyilmaz il 30 maggio e sta velocemente oscurando la popolarità di Chapuisat.

La marea rossa
La Svizzera ha sviluppato nel tempo una grande affinità con il Westfalenstadion di Dortmund, lo stadio dove Chapuisat ha ottenuto la consacrazione a livello internazionale e dove oggi è di casa Frei. Il 19 giugno 2006, l’impianto tedesco si è trasformato in uno spicchio di Svizzera in occasione della gara del Gruppo G di Coppa del Mondo tra gli elvetici ed il Togo. Dei 65.000 spettatori presenti, oltre 40.000 erano tifosi svizzeri, che trasformarono gli spalti in un’autentica marea rossa. In quell’occasione la nazionale elvetica si impose 2-0, centrando il primo successo degli ultimi 12 anni in Coppa del Mondo.

Il successo sulla Romania
La Svizzera ha partecipato a sole due edizioni dei Campionati Europei UEFA, quella del 1996 e quella del 2004, e ha disputato la gara più bella della sua storia al Mondiale statunitense del 1994, quando si impose 4-1 sulla Romania al Silverdome di Detroit, scatenando la gioia irrefrenabile dei tifosi. I romeni potevano contare su giocatori del calibro di Hagi, Petrescu, Popescu e Belodedici, ma vennero letteralmente surclassati dagli uomini di Hodgson, a segno con Alain Sutter, Chapuisat e Adrian Knup (doppietta). Il risultato non stupì più di tanto gli appassionati, consapevoli che per accedere alla Coppa del Mondo, la Svizzera era uscita indenne da un girone di qualificazione che comprendeva Italia, Portogallo e Scozia. Nell’agosto del 1993, inoltre, gli elvetici erano saliti fino al terzo posto nel ranking mondiale FIFA.

Seconda esperienza da padroni di casa
UEFA EURO 2008™ non sarà il primo torneo internazionale ospitato dalla Svizzera, che aveva già organizzato l’edizione del 1954 della Coppa del Mondo. Gli elvetici, protagonisti al Mondiale nel 1934 e nel 1938, vissero un periodo di splendore negli anni ’50, sotto la guida del Ct austriaco Karl Rappan, ideatore di un sistema difensivo denominato "Chiusura Svizzera" ed antesignano del catenaccio all’italiana. Dopo una serie di discrete prestazioni alla Coppa del Mondo del 1950, l’attesa per l’edizione successiva del torneo, che la Svizzera avrebbe disputato in casa salì alle stelle tra i tifosi. La nazionale elvetica confermò parzialmente le aspettative popolari approdando ai quarti di finale, dove però venne battuta 7-5 dall’Austria dopo aver sprecato un vantaggio di tre reti.

Punto di svolta
I tifosi elvetici hanno ripreso a festeggiare nel 2002, quando la Svizzera ha trionfato nei Campionati Europei UEFA Under 17 e centrato le semifinali nella rassegna continentale Under 21. Da quelle due formazioni, la nazionale maggiore elvetica ha tratto numerosi elementi di peso, come Tranquillo Barnetta e Philippe Senderos, protagonisti nell’Under 17, e Frei e Ludovic Magnin, affermatisi a livello Under 21. Gli innesti si sono rivelati vincenti, tanto che per la prima volta nella sua storia, la Svizzera si appresta disputare il suo terzo torneo internazionale consecutivo dopo UEFA Euro 2004™ e la Coppa del Mondo FIFA 2006.